"ste puttane vanno in giro tutte mezze nude" riflette tra se e se Greta "dammi un paio dei tuoi boxer". E' così che usciamo dalla casa con la mami che ci schiocca un bacio mentre ci saluta a modo suo: "Hasta pronto mi amor! hola mi vida!"
Si, ce l'abbiamo fatta. Siamo effettivamente a Cuba. La Habana. Hiiiiiiiiyaaaa (da leggersi come un urlo di un cowboy)!
All'uscita dalla casa particular ci si mette di fronte un panorama incredibile, che non potevamo immaginarci nemmeno dal buio della sera prima, dalle strade semi vuote, quando siamo andati a mangiare.
No, non siamo stati in giro troppo la prima sera, giusto il tempo di mangiare un tipico panino con prosciutto e formaggio e di scoprire la bibita ufficiale del nostro stare a Cuba: la Bucanero, la birra nazionale più pensante. In realtà la scelta non è molto ampia, l'altra (la cristal) è per ragazze o maschi "soavi" come ci dice il cameriere.
Non siamo stati in giro troppo perché sempre dove abbiamo mangiato a un certo punto è arrivato un tipo negro ed enorme. Non so se in realtà fosse più negro o più enorme, fatto sta che Greta se ne innamora subito e gli da corda.
"Mi chiamo Rainero, come il principe di Monaco" fa lo smargiasso "più o meno".
E' uno sgamato, come tutti i cubani dopotutto, parla pure un po' di italiano visto che lavora al Diabolica a Milano e a Riccione. Ha addirittura una macchina con meno di venti anni, un lusso che proprio pochi possono permettersi.
Gli chiediamo di una festa, non una in particolare, giusto per fare qualcosa. Ci promette amore, divertimento e tutto quello che serve per una buona serata, soprattutto quando gli diciamo che io e Greta non siamo sposati. A un certo punto però arrivano dei cordiali gendarmi in divisa e iniziano a chiedere documenti ai cubani che intanto si erano affollati intorno a noi.
Gli diamo un appuntamento a un semaforo dove però non ci presenteremo mai visto che Greta inizia a capire che probabilmente un rapporto sessuale con il Principe potrebbe causarle traumi permanenti. Andiamo alla casa.
E' così che attiriamo le attenzioni di chiunque per la strada, ridendo ripensando alla sera prima, sorseggiando un refresco dalla dubbia provenienza pagato qualcosa come 4 centesimi offertoci da una simpatica vecchina dietro a delle sbarre.
Decidiamo di andare in centro anche se non prendiamo di certo la strada più veloce, ma è così che vediamo posticini davvero belli, come i bambini a scuola o il quartiere cinese (anche se di cinesi non c'è traccia, ma dove in compenso i nomi delle vie sono scritti in cinese), o gli struzzi a pedali (è così che ribattezzo quelli che pedalano dei simil risciò a pedali per le strade), i cocò taxi (tondi come cocchi), carretti a cavallo, taxi ufficiali, taxi non ufficiali e altre forme di trasporto più o meno bislacche e non convenzionali.
Riusciamo a farci intortare da una famigliola cubana in piazza e finiamo a offrirgli da bere in un locale dove mangiamo del pessimo pollo e dove lasceremo una generosa offerta alla fine. Vedi anche: ci hanno spennato. Ma per fortuna non ci cascheremo più.
In compenso però ci raccontano un sacco di cose su cuba e sui cubani: pare che siano tutti dottori e medici, dato che l'istruzione è gratuita (bisogna solo fare un paio d'anni di volontariato forzato alla fine degli studi), ma che siano davvero pochi a fare il proprio lavoro, o perché lavorare nel turismo rende di più o semplicemente perché ce ne sono troppi e quindi non c'è lavoro per tutti, anche se per legge tutti devono avere un lavoro.
Com'è Cuba quindi? Diversa, anche se come ci hanno spiegato, diversa è l'aggettivo usato quando non si vuole prendere una posizione e lasciare aperte sia accezioni positive che negative.
Gli orologi non segnano mai l'ora e la maggior parte sono proprio fermi, segno che in realtà ai cubani, dell'ora non importa poi così tanto. Non ci sono orari nemmeno per il pranzo o per la cena, infatti si mangia dalle 8 di mattina fino a notte, qualsiasi cosa e ovunque. Facilissimo trovare dei "bar" improvvisati lungo la strada, che non si ritroveranno mai il giorno seguente. Gli orologi ai polsi, sebbene non funzionino però in genere sono d'oro, perché l'orologio è segno di potere, o così ci raccontano.
In giro per le strade piene di buchi e non sempre asfaltate ci sono gatti, cani e persone sedute sui gradini, che credo non facciano proprio nulla dalla mattina alla sera a parte fare il verso del bacio quando passa qualcuno che gli sembra scopabile e passeggiando con greta lo sentiamo spesso (saranno i miei boxer ad attirare i più?). Le tipe sono diverse e spesso hanno uno stato di peli su braccia, gambe e faccia imbarazzante. Vedi anche: hanno i baffi cazzo. Ma non mi darò per vinto, tranquilli.
"Se ci sono tanti gatti?" ci dice a un certo punto un tassista "No, e non è che stanno sulle palle, solo che a volte capita che attraversino la strada e…" e ci lascia intendere la fine che facciano, anche se non ne sembra particolarmente dispiaciuto.
Prendiamo uno struzzo per tornare da mami e pare che tutti la conoscano la mami. Iniziamo a sospettare che sia proprio particulare come casa, e che probabilmente spesso non si limiti ad offrire un letto per dormire. Hai capito la mami, mi amor?
Sancti Spiritus invece è diversa, molto diversa...
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