Davide: “dai Gre ma è tutto così semplice!”
Io : “ah, sì infatti! Ma non avevano parlato di uragani in questa stagione?”
Decisi, dopo aver assaporato una pessima comida al ristorante di legno del Parque Central (consigliato dalla Lonley per la sua caratteristica qualità/prezzo, ma in realtà è un’inculata), andiamo a prendere il bus che avrebbe dovuto portarci fino all’aeroporto facendoci risparmiare ben 25 cuc (all’incirca 23 euro) che avremmo speso effettuando la stessa tratta in taxi. Tutto ciò per recuperare la tanto attesa valigia!
Partiamo a piedi con la pancia bella piena di cibo e alcol (vedi Bucanero-tipica birra cubana prodotta vicino a l’Avana- sulla bottiglia viene indicata come ‘fuerte’); dobbiamo arrivare fino alla fermata del bus che dista un chilometro circa dal punto di partenza. Inizia a diluviare. Volevo rimangiarmi la domanda con cui ho esordito (vedi sopra).
Troppo tardi, ce la prendiamo tutta. La pioggia dico.
Arriviamo alla fermata. Smette di piovere.
Ci saranno state una cinquantina di persone, tutte sparpagliate per la strada, aspettando con impeto la nostra stessa cosa, il bus numero 16, P16 per l’esattezza! Dico con impeto perché si muovevano nervosamente ogni volta che in lontananza comparivano dei fari grandi, che sarebbero potuti essere quelli del bus.
Noi impariamo fin da subito a fare lo stesso. Dopo alcuni falsi allarmi arriva!
Saliamo e chiedo all’autista “Perdona, esto para a l’aeropuerto?” e lui “Sì sì, vamos!”
Non riusciamo a sederci e nemmeno a stare in piedi, la gente trova spazi a mia idea inesistenti, ma nessuno sembra lamentarsi a parte io e Davide. Andiamo, stipati come sardine in barattoli di latta.
Trovo il posto meno peggio di fianco a un finestrino che però verrà chiuso poco dopo, non appena ricomincerà a piovere. Davide inizia a sudare perdendo tutti i liquidi accumulati durante il pasto (birra e sangria).
Io, innervosita e tesa per il recupero non del tutto certo della mia maleta (trad.s.f. valigia), chiedo ad un curioso passeggero che mi stava appiccicato, quale era la giusta fermata. Lui inizia a farfugliare qualcosa in un cubano stretto e a voce bassissima. Capisco quasi nulla a parte che non esisteva la giusta fermata per il terminal degli arrivi internazionali e le opzioni erano 2, o aspettare un altro bus sotto la pioggia o prendere un taxi. Scendiamo alla fermata dell’informatore e dopo una serie di segnali disperati (io e Davide in mezzo alla strada sbracciandoci e fischiando) si ferma un tassista, tra l’altro uno dei più antipatici incontrati finora. Ci chiederà 6 cuc per la breve tratta (circa 6/7 km).
Quindi ci siamo, Terminal 3 arrivi internazionali.
Mi dirigo come una furia all’ufficio informazioni dove chiedo a chi avrei potuto rivolgermi per recuperare il bagaglio e giustamente mi spediscono all’ufficio lost and found! La vedo, è lei più bella che mai..con qualche graffietto ma c’è!!non me l’hanno venduta!!Inizio a saltellare e urlare in mezzo al corridoio, felicissima, la sicurezza e la polizia di dogana invece un po’ meno. Davide mi richiama all’ordine. Il segretario mi tarpa subito le ali e mi manda al piano di sopra, all’ufficio Air Europa..compagnia del cazzo colpevole del disagio!
Furiosa. Spalanco la porta senza nemmeno bussare e una voce fastidiosissima proveniente da non si sa bene dove mi dice ‘Momentico’!
Appena capisco che averi dovuto aspettare dell’altro tempo inizio a dare i numeri, Davide imbarazzato cerca di riportare una sorta di calma prendendo in mano la situazione.
Dopo mezz’ora uscirò da quel dannato aeroporto trainando entusiasta il mio equipaggio!
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