giovedì 14 ottobre 2010

PILAR

E' dove il tutto e il nulla si assomigliano molto che il poco diventa la cosa più desiderabile. E' così che brandendo i nostri vassoi di metallo (che sono in realtà anche i nostri piatti) ci mettiamo in coda per fare il bis del pranzo, per la precisione della stessa polenta a blocchi che sembra più budino che polenta, ma che chiamiamo così per il semplice fatto che sia fatta di acqua e farina (i cubani, che sono svegli, la chiamano harina, che vuol dire appunto farina; non gliela si fa così facilmente ai cubani), zuppa di fagioli e pane. Ed incredibile, ne mangeremmo anche il secondo bis.

E' dove il poco è ovunque, ma ovviamente in quantità irrisorie che si sgama al volo qualcosa di non convenzionale in qualsiasi posto. Impossibile in realtà non notarle anche in mezzo alla più terribile confusione. Due, rosse, rotonde e avvolte in un pacchetto di plastica, collegate tra di loro da un filo di gomma.

Elisabetta è la prima ad accorgersene anche perché Pilar, la spagnola in camera con lei le tiene ben visibili sopra la scrivania, a fianco della papaya (ormai andata a male) e i bicchieri vuoti ma con ancora il sapore di rum della sera prima. Inutile dire che la seconda a vederle è Sara, che vive in simbiosi con Elisabetta, anche se ne l'una ne l'altra vogliono arrendersi all'idea e ammettere che quegli ammennicoli sono giocattoli erotici.

"Se fossero pallette erotiche non le terrebbe sulla scrivania" - sentenzia Elisabetta.
"Che schifo cazzo" - pensa tra se e se Sara - "ma strano che non puzzino, ormai sono due settimane…"

Greta non ci crede, lei quelle che usa/ha visto/le hanno detto le sue amiche hanno almeno 3 palline, con 2 non è divertente, anche se lo scontrino sulla scatola di plastica non lascia molti dubbi: "erotik shop".

Ma come vere merde continuiamo a parlarne e sparlarne senza chiedere alla diretta interessata, anche se mentre parlavamo nella loro camera, prima che Pilar e Anamar (le due spagnole in camera con Sara ed Elisabetta) andassero a correre, Pilar, con disinvoltura prende la scatola, va in bagno e riappoggia la scatoletta vuota sulla scrivania. E vanno a correre.

"Ce le ha in tasca" - dice Sara non appena escono dalla porta le spagnole.
Elisabetta non ci sta però - "Adesso mi spieghi dove cazzo sono le tasche in quei pantaloni! Mi ha messo il culo in faccia e non si vedeva nulla." - e ancora - "sono dentro di lei quelle cazzo di palette"

Greta intanto fruga in bagno "mica che ci stia prendendo per il culo e le abbia nascoste in giro". Macchè.

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