martedì 14 settembre 2010

Per scendere al primo piano, premi il tasto 6

"E' inutile che provi ad entrare, tanto non ti aprono".
E' così che il primo vecchio, triste e bavoso e vecchio mi accoglie al consolato. Ma non mi lascio convincere per così poco.

L'entrata non è delle più credibili, il consolato cubano a milano infatti si trova all'interno di una palazzina degna di un qualsiasi libro di kafka, al quinto piano per la precisione. La porta la si sgama subito qual è, non tanto per la targhetta, ma per la fila di persone fuori.

"E' da mezz'ora che siamo qua, ma nessuno ci apre." iniziano a dire quelle all'inizio della fila, quando a un certo punto la porta si apre, ma solo per far uscire un altro paio di persone che schiacciate all'interno hanno deciso di "uscire un secondo a prendere un po' d'aria in coda".

Dovevo sospettarlo che non sarebbe stato facile da quando ingenuamente avevo pensato che sarebbe bastata una telefonata.

Telefonare al consolato non è una cosa facile, ti risponde sempre una voce automatica in italiano e in spagnolo. In spagnolo ti dice che il consolato è aperto la mattina dalle 9 alle 12. In italiano dice invece di chiamare tra le 16 e le 17 (stessa frase automatica anche chiamando a quest'ora) o in alternativa mandare un fax con nome e numero per essere richiamati. Si, ho mandato anche il fax. E' per questo che ora sono al consolato, era evidente non mi avrebbero mai contattato loro. Bastardi.

A un certo punto, dalla porta escono delle persone, questa volta per davvero e non hanno intenzione di rientrarci a breve, insomma, riusciamo e superare il primo livello della coda. Il secondo ostacolo è costituito da una persona dalla dubbia età, intelligenza e reattività. Vedi anche: è sordo.

Lui è l'addetto a scremare quelli che non parlano spagnolo, ma è evidente che sia in difficoltà in questo compito, non sentendo un cazzo. Intanto si sente già della musica di sottofondo provenire dalla stanza accanto. Lui è anche l'addetto a scegliere se darti il biglietto rosa o il biglietto bianco. Il biglietto rosa è per le code lente, quello bianco per quelle ancora più lente.

In qualche modo riesco ad estorcergli delle informazioni preziose: i visti ci sono, qualcuno di loro li ha visti, bisogna solo ritrovarli. Insomma, vinco un biglietto rosa e mi accomodo nella "sala 'attesa".

La sala d'attesa è l'altra stanza accessibile al pubblico all'interno di questo appartamento che sembra tutto tranne che un consolato. Sarà complice anche il televisore e lo stereo che mandano a tutto volume musica caraibica. E guai a incodarsi se la canzone è bella eh!

Ho il numero 39 e sono arrivati al 12, da 2 ore. Mi raseIn realtà non è facile capire a che numero si sia arrivati, perché non ci sono segnali, ne comunicazioni ufficiali. Sembrano esserci delle code alternative che se ne fregano dei biglietti rosa e bianchi.

Nella sala ci sono ragazze cubane, vecchi italiani con ragazze cubane e ragazze cubane ormai non più tanto ragazze, ma ancora cubane. Inizio a parlare con qualcuno, anche se sarebbe meglio dire che sono costretto a parlare con chiunque visto che li nessuno si fa i cazzi propri e che comunque, dobbiamo aspettare, no? tanto vale parlare almeno.

A un certo punto, come il miglior imprevisto del monopoli appare nella sala un giovane sbarbato e baldanzoso.

"Ciao a tutti, sono il console" ci comunica felice "e ho una buona notizia da darvi.".
"Da oggi potete evitare di venire sempre in consolato perché non rispondiamo al telefono, da oggi potete mandarci una mail!" dice, ancora più sorridente brandendo un foglio con scritta sopra una mai.

Risate collettive.

"No davvero, mi impegnerò io stesso a rispondere a tutte le mail!"

Insomma, si ride ancora. Anche se poi in molti approfittano del fatto che il console sia uscito allo scoperto per tempestarlo di domande, richieste e raccomandazioni. Qualcuno gli affida direttamente un pacco da portare a cuba.

Insomma, dopo solo due ore che sono in questa bella famiglia cubana arrivo a uno sportello dove mi dicono che in realtà avrei dovuto portare anche il passaporto, che ovviamente mi sono dimenticato a casa. Diventiamo comunque amici e mi confida il segreto del consolato: la prossima volta basta presentarsi direttamente allo sportello per evitare la coda.

In realtà scoprirò che dice così a tutti e che poi fanno un po' quello che gli pare.

In questo fantastico posto fatato ci tornerò poi con gretta e avremo maggiore successo. Vedi anche: abbiamo i visti.

Uscendo dalla palazzina però riusciamo ad incontrare delle persone deliziose. Sono due ragazze e un bambino e ci accolgono sull'ascensore, abbracciandoci.

"Meno male che siete arrivati, magari con voi riusciamo a uscire!". Si, sono rimaste bloccate in ascensore.

Con discrezione premiamo quindi "T" sperando di uscire al piano terra. In realtà "T" vuol dire seminterrato. Finiamo nel seminterrato, per la disperazione delle ragazze, che li c'erano già state un paio di volte dacché erano salite sull'ascensore.

"Per arrivare al piano terra devi premere 6!" a un certo punto iniziano ad urlare.

Io e Greta ci guardiamo un po' interdetti. E' evidente che non possa essere vero. Ma nonostante questo premiamo 6 e arriviamo al piano terra! Solo però perché qualcuno al piano terra aveva chiamato l'ascensore! Le nostre amiche ci confessano che era successo così anche prima, ma che poi erano state lente a scendere ed erano state richiamate al sesto, dove siamo saliti noi!

..e Davide

Per chi ancora non lo sapesse Davide, giovane ventitreenne proveniente da un ridente paesino in provincia di Como, è biondo con occhi azzurri; di primo acchito si direbbe essere una persona pacata, equilibrata senza vizi o eccessi. Ecco, tutto il contrario!
'L'abito non fa il monaco' dice il famoso detto, per Davide è più che azzeccato: all'interno di un insospettabile corpo si cela il re dei folli, un vulcano sempre pronto ad eruttare energie, idee, progetti, insomma un groviglio di neuroni in continuo movimento!! Personaggio coinvolgente dalle mille risorse che alla domana tesi?cuba? risponde ah, facilissimo..fatto!
Il suo motto:"Stai calmo:)!"
Secondo me, questa tesi sarà per lui un gioco da ragazzi!

In ogni caso, anche voi avrete modo di conoscerlo meglio, così mi direte se con la descrizione ci ho preso!

mercoledì 8 settembre 2010

Io, Greta, Sara ed Elisabetta

Non sono mai andato a Cuba, e nemmeno Greta. In realtà neanche Elisabetta e Sara, anche se loro abbiamo scoperto da poco ci sarebbero andate.

Chi siamo?

Greta, smilza ragazzina con il caschetto biondo è quella più organizzata: finiti gli ultimi esami a giugno è partita (non con poche difficoltà, tra voli spostati, cancellati e imprevisti che neanche il monopoli) alla volta di Palma, per imparare meglio lo spagnolo. Per prepararsi al meglio al viaggio ha comprato una lonely planet e sta stanando chiunque nell'arco di 100km sia mai stato a cuba, per estorcerne informazioni e succhi gastrici. Ha letto libri su cuba, visto film, documentari e sa esattamente cosa succederà una volta atterrati oltralpe, a Cuba. Nella borsa porterà di sicuro un sacco a pelo, dei preservativi e dei libri che non leggerà mai. E' lei che ha messo in giro la voce di portarsi dietro un coltello, una forchetta, il bicchiere e della carta igienica, spacciandola per un'informazione ufficiale.

Elisabetta è riccia, abbronzata, scura, sorridente, simpatica, ridente, euforica e frizzante. E sto parlando solo dei suoi capelli. Non parla spagnolo, ma sembra non essere un problema troppo grande per lei, nonostante sia un elemento vitale per la sua tesi (tesi? qualcuno ha parlato di tesi? cos'è? si mangia?). Il suo unico investimento prima di partire è stato all'esselunga, in cosmetici, 190 € di cosmetici. Ricordatemi di farglielo notare più avanti. Il visto? E a che serve, io ho il balsamo!

Sara è paonazza, effervescente, naturale e maschera un misto di tensiore pre ultimo esame con euforia innaturale per una persona sobria. E' paonazza perchè ha appena detto di essere astemia ed è evidente che sia una cazzata (Greta ci stava credendo). Lei lo spagnolo non sa cosa sia, il visto non l'ha mai visto (ma ha il numero di un ragazzo visto al consolato, vale uguale?), ma in compenso ha comprato anche lei la lonely planet. Lei è quella fidanzata del gruppo, ma da tanto (forse troppo) e va a cuba per chiarirsi le idee (anche se per me andando a cuba ha già deciso). Qualcuno mi dice se il gossip sulla sua relazione è di dominio pubblico o questa frase non è mai esistita?

Io? e che ne so! scrivetelo voi :P

Cosa ci accomuna? Ancora non lo so, a parte andare a Cuba tutti per fare la nostra tesi di laurea magistrale bicocchese. Come siamo finiti a Cuba a fare la tesi? lo scoprirete presto...

lunedì 6 settembre 2010

Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano

..e per chi come noi sarà a Cuba nel mese di dicembre, precisamente dal 6 al 12, non può perdere il Festival Internacional del Cine Latinoamericano!

Una rassegna cinematografica nota in tutto il mondo, che si terrà nei cinema di tutta L'Avana in onore del crescente filone latinoamericano.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.habanafilmfestival.com

Ready, steady, go!

Ciao a tutti!
Siete pronti ad intraprendere una nuova e stravolgente avventura? Noi quasi :)!!
Sarò breve nel cercare di dare un'identità e un contesto a questo blog: uno spazio volto a raccogliere racconti, foto, informazioni e spunti di viaggio, un viaggio che sta per iniziare alla volta di Cuba!
Sì sì avete capito bene Cuba! Si parte il 20 settembre e non si sa quando e se si ritorna..da qui Cuba sin vuelta!
In realtà il nostro non sarà un semplice trip attorno all'isola, ma qualcosa di ben più grande e importante..una vera e propria sfida con noi stessi!
Il nostro viaggio, infatti, si inserisce all'interno di un progetto legato allo svolgimento di due tesi di laurea magistrale che trovano il loro fulcro principale in quell'area di studi che è stata chiamata ICT4D ovvero information and communication technologies for development e che vedrà coinvolti come attori principali io Greta Liguori, il mio collega Davide Berardino, l'università di Sancti Spiritus a Cuba con i suoi studenti e docenti, e l'università di Milano-Bicocca.

Ma ora basta con le chiacchiere!
Scopriremo insieme dove realmente ci porterà quest' avventura al sapore di mar dei caraibi :))!!